Milk me or not
Vari studi, tra i quali l'Harvard Nurses' Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, mostrano che l'aumentato consumo di latticini è associato con un rischio di fratture più elevato.
Il calcio alimentare è presente soprattutto nei cavolfiori e tutti i tipi di cavolo, nelle verdure a basso contenuto di ossalati (tutte le verdure a foglia eccetto spinaci e bieta), nelle mandorle, semi di sesamo, cereali integrali, legumi. Non va sottovalutato l'apporto di questo elemento ad opera delle acque minerali.
Carenza di ferro: il latte ha un bassissimo contenuto di ferro (0.2 mg/100 mg di latte) ed è inoltre responsabile di perdite di sangue dal tratto intestinale, che contribuiscono a ridurre i depositi di ferro dell'organismo.
Diabete Mellito: gli studi hanno dimostrato che una proteina del latte stimoli la produzione di un anticorpo contro questa proteina responsabile anche della distruzione delle cellule epatiche che producono insulina; da qui la causa per lo sviluppo di diabete mellito.
Grassi: latte e derivati sono ricchi di grassi saturi e colesterolo, che favoriscono l'insorgenza di arteriosclerosi (ad eccezione del latte scremato).
Contaminanti: antibiotici, ormoni della crescita, oltre che erbicidi e pesticidi veicolati dal foraggio, restano nel latte che acquistiamo. Inoltre i trattamenti di sterilizzazione permettono in realtà la sopravvivenza nel latte di germi, e la Direttiva Europea 92/46/CE stabilisce un limite non superiore ai 100 mila germi per mL. La stessa Direttiva ammette anche un contenuto non superiore a 400 mila per mL di "cellule somatiche", il cui nome comune è "pus".
Lattosio: molti soggetti asiatici o africani sono incapaci di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, con conseguenti coliche addominali, gas e diarrea. Il lattosio, poi, se viene digerito, libera il galattosio, un monosaccaride che è stato messo in relazione con il tumore dell'ovaio.
Allergie: il latte è uno dei maggiori responsabili di allergie alimentari: spesso i sintomi sono subdoli e non vengono attribuiti direttamente al consumo di latte, ma molte persone affette da asma, rinite allergica, artrite reumatoide, migliorano smettendo di assumere latticini.
Coliche del lattante: le proteine del latte causano coliche addominali, un problema che affligge un lattante su cinque, perché se la madre assume latticini, le proteine del latte vaccino passano nel latte materno. I sintomi nei lattanti scompaiono dopo che la madre ha smesso di assumere questi cibi.
Il latte quindi non è certo una fonte di alimentazione adatta ai bambini ed adulti che presentano patologie ed il suo consumo porta con sé molti svantaggi ed è possibile sostituirlo con una svariata gamma di bevande vegetali, ottenute da semi, legumi e cerali (avena, riso, soia, ecc...).
Fonte: Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana SSNV
Suggerisco anche il seguente link tratto dalla rivista Il latte




